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Padiglione Nervi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Padiglione Nervi
 
 
Riuscire a creare socialità e, contemporaneamente, esplorare nuovi rapporti tra musica e spazio è il principale obiettivo di questa sperimentazione di architettura interattiva.
L'intenzione è quella di accentuare le caratteristiche acustiche del padiglione (la più importante delle quali è il riverbero) attraverso la realizzazione di una "polifonia elettronica interattiva" a carattere gregoriano. Verranno installate delle stele dotate di sensori di prossimità e lampade led in grado di illuminarsi e proiettare una luce sul soffitto, oltre che naturalmente propagare contenuti sonori: in questo modo, ogni qual volta una persona si avvicinerà, verrà inviato un "impulso" che propagherà un suono - una particolare nota o gruppi di note cantate - creando una polifonia in modo del tutto casuale. Questa composizione, generata durante gli orari di apertura del padiglione e arricchita da parole registrate in diverse lingue antiche (aramaico, ebraico, arabo, latino, ecc.), verrà poi propagata di notte attraverso dei mini-diffusori localizzati all'esterno del Padiglione Nervi, a volume bassissimo, creando un sottofondo musicale (quasi come se fosse una preghiera religiosa o laica) che ha l'intento di avvicinare gli uni agli altri in questo momento di così difficile coesistenza sociale.
L'installazione sarà una vera e propria esperienza percettiva e sensoriale dove microfoni, sensori, software parametrici/interattivi, microprocessori, speaker, led, laser, fibre e proiettori interagiranno in tempo reale rendendo l'uomo e la musica protagonisti dello spazio.
 
 
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