«Nuove Musiche»
   
 

 

 

 
«Nuove Musiche» / Numero 1 - 2016
 
Il numero 1 di «Nuove Musiche» è un volume monografico, intitolato Vectoriality/Protension in Post-Tonal Music. L'argomento, che sembra duramente specialistico, in realtà preme a tutti coloro che amano la musica anche tradizionale, tonale o modale, di tradizione colta o popolare che sia. Nella musica postonale le tensioni melodiche, armoniche ecc., che spingono l'ascoltatore a protendersi psichicamente verso un futuro atteso e desiderato, sono spesso neutralizzate. Non sempre, tuttavia, e non necessariamente. Alcuni compositori contemporanei, ascrivibili a stili assai diversi, ristabiliscono con mezzi originali quella che si può definire una vettorialità formale-temporale, e dunque la conseguente esperienza psichica di protensione. Il volume, curato da Stefano Lombardi Vallauri, raduna articoli di vari studiosi per affrontare l'argomento attraverso due approcci: uno teorico-sistematico, rivolto alla definizione e discussione dei concetti stessi di vettorialità e protensione; l'altro storico-analitico, che si concentra su alcuni casi di musica postonale che realizzano, in maniere differenti ma paradigmatiche, nuovi tipi di vettorialità.
 
Il primo saggio, di Giovanni Guanti, svolge la sua funzione fondativa, di riflessione storico-estetica sulle categorie soggiacenti alla ricerca, nel modo più utile, cioè minando alla base ogni possibile generalizzazione: la musica postonale è costituita da una variegata moltitudine di uncommon practices, tra loro reciprocamente irriducibili. Inoltre si pone una domanda fondamentale: l'abbandono della common practice tonale ha conseguenze esclusivamente strutturali-formali, oppure implica l'allontanamento anche da costanti inerenti alle umane facoltà percettive, cognitive ed emotive? Lo studio di Elisa Negretto collega il concetto di vettorialità alle categorie già consolidate di aspettativa e anticipazione, coniugando la prospettiva filosofico-fenomenologica con quella psicologico-cognitiva. L'articolo sposta ed estende l'attenzione – in precedenza rivolta dagli studiosi perlopiù alla musica tonale – al repertorio a- o post-tonale. Nel suo articolo Alessandro Cecchi sonda la produzione teorico-musicale di tradizione germanofona della prima parte del '900, in particolare il filone delle concezioni definite “energetiche”, alla ricerca di elementi che supportino eventuali continuità tra tonalità e postonalità. Melodia, armonia, sintassi fraseologica, forma, ma anche i cosiddetti “parametri secondari” (dinamica, registro, timbro, densità) sono le dimensioni della musica attraverso cui possono costituirsi nel tempo “forze” e “tensioni”. La ricognizione di Alberto Colla riguarda invece una serie di teorie specificamente armoniche, proposte nell'arco del '900 da teorici (Grassi-Landi, Javorskij) e soprattutto da compositori (Janácek, Scriabin, Cowell, Hába, Wyschnegradsky, Hindemith, Lupi, Partch, Grisey) che si sono confrontati con la questione della tensione.
L'articolo di Nathalie Hérold salda la prima e la seconda parte del volume, i contributi generali teorici con quelli monografici analitici. Suo oggetto di studio è la vettorialità in una singola dimensione del suono, il timbro, che d'altronde è cruciale perché è il livello strutturale dove l'attenzione dei compositori si esercita in modo più intensivo durante il secondo Novecento. L'analisi si applica a due pezzi: Sur un même accord di Henri Dutilleux e Territoires de l’oubli di Tristan Murail. Lo studio di Giacomo Albert si rivolge al minimalismo, in particolare alla prima produzione di Steve Reich basata sulla tecnica del phasing e sulla concezione della forma “come processo graduale”. Argomenta anzitutto che tale processo conferisce sì alla musica di Reich vettorialità, ma che questa, per la lentezza e prevedibilità del processo stesso, non necessariamente induce nell'ascoltatore protensione. Al contrario, l'ascoltatore concentra l'attenzione sul tempo presente, su ogni singolo momento presente in successione. L'articolo di Ingrid Pustijanac, infine, ci riporta allo spettralismo. Il quale si è definito come mimesi – obbligata, libera o deviante – della struttura interna del suono nel tempo, sul piano della grande forma. La musica, fondandosi a ogni livello (dal micro al macro) sulla categoria di differenza, di soglia percettiva, si evolve come processo, strutturalmente continuo, graduale, direzionato (di conseguenza prevedibile): come “fasci di energia temporale indirizzata”.
 
 
«Nuove Musiche» / Numero 1 - 2016
 
Singolo numero [Italia €30,00] - [Estero €40,00]
Abbonamento annuale [Italia €50,00] - [Estero €60,00]
La rivista è inoltre disponibile online sul sito di Pisa University Press
 
«Nuove Musiche» è una rivista semestrale iscritta presso il Tribunale di Pisa
con registrazione n°. 1580/2016 R.N.C. – 9/16 del 25 ottobre 2016, codice ISSN 2531-7563
Versione elettronica e-ISSN 2531-9094
 
Per ulteriori informazioni: www.nuovemusiche.it - nuovemusiche@fondazioneprometeo.org